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La distruzione non annienta, semplicemente crea i presupposti di una nuova vita.

    Il pretesto per la riflessione arriva da alcune riprese del torrente Mallero in Valtellina, quello che causò nel 1987 l’inondazione della città di Sondrio. Il video descrive minuziosamente, con opportune accelerazioni dei frame, l’incedere del torrente che da placido si trasforma in mostro impazzito, capace di ingoiare nelle sue fauci un intero paese.

    L’immagine, come sempre nelle produzioni di Fumagalli, è accompagnata da un solido impianto sonoro che lascia parlare i flutti con la propria voce, ma anche con quella dell’uomo, colui che presiede alle tragiche modificazioni della natura (il rumore dell’acqua è alterato elettronicamente nella frequenza in alcuni dei punti più topici del video, a dire che è appunto l’intervento umano a sconvolgere il normale corso del cosmo).

    La storia del torrente e della vita dell’uomo si legge, dunque, proprio tra i flutti: il brulicare dei gorghi d’acqua ricordano il fare sfrenato di una civiltà che ha perso i suoi connotati. Eppure il pensiero eracliteo torna qui a chiare lettere in tutta la sua semplicità: il pantha rei non è che l’incedere quotidiano della vita che pur con tutte le sue modificazioni e incongruenze apparenti giunge a destinazione correndo nelle grandi braccia dell’eternità.

    Ma lungi dall’alienarsi nell’infinito, ciascuno resta in fondo se stesso, proprio come le acque del torrente Mallero, che nella placidità delle onde del Mare non cessa di raccontarsi con il suo carattere ribelle e la sua volontà di dichiarare al cosmo la propria esistenza, simboleggiata nella sfera che ogni tanto compare e che ricorda il dualismo del Tao, dove tutto è una tensione continua tra la vita e la morte.

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Titolo: Torrentitium Verbum
Durata: 3'56"
Musica: nature


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